Funzione sanitaria e funzione di sicurezza: FNOMCeO sui fatti di Ravenna

I recenti avvenimenti di Ravenna, che hanno visto l’iscrizione nel registro degli indagati di sei medici del reparto di Malattie Infettive con l’ipotesi di falso ideologico, hanno innescato un profondo dibattito che trascende la cronaca giudiziaria per toccare i cardini della professione medica e del diritto costituzionale. Al centro della controversia vi è la certificazione di “inidoneità alla detenzione” presso i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) per alcuni migranti, un atto che la magistratura sta vagliando ma che la comunità medica rivendica come espressione insindacabile di giudizio clinico.

La difesa dell’autonomia professionale

Le rappresentanze di categoria e il mondo medico-scientifico si schierano a difesa dei colleghi, ricordando che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera i Cpr ambienti a rischio patogeno e ribadendo che le certificazioni contestate poggiavano su inequivocabili parametri clinici.

Riunitosi a Roma il 20 febbraio, in occasione della VI Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato, il Consiglio Nazionale della FNOMCeO ha approvato all’unanimità un Ordine del Giorno. Nel documento si precisa che la valutazione clinica “deve riguardare esclusivamente lo stato di salute dell’individuo e non costituire atto autorizzativo”.

Secondo la Federazione, la netta separazione tra i doveri sanitari e le funzioni di pubblica sicurezza rende impellente una revisione dell’intera procedura di trasferimento nei Cpr. Pur confermando la totale fiducia nell’operato della magistratura e nel principio della presunzione di innocenza, la FNOMCeO rimarca che le azioni giudiziarie dovrebbero sempre considerare la delicatezza dell’ambito sanitario, un contesto in cui la vulnerabilità e il dolore si legano strettamente al diritto primario alla salute.

Il documento, condiviso dai 106 presidenti degli Ordini provinciali – i quali hanno espresso profonda solidarietà agli Ordini dell’Emilia-Romagna –, si articola in quattro punti fondamentali.

Per approfondimenti sui pilastri a tutela dell’autonomia clinica: Il Punto.