Rapporti convenzionali (ambito sanitario)

La dispensazione dei medicinali è materia disciplinata per legge. 
Il farmaco “Tora- Dol” è dispensabile solo su prenotazione di ricetta medica che il farmacista è tenuto a pretendere.
Tuttavia il D.M. 31.03.2008 disciplina le condizioni che consentono al farmacista in caso di estrema necessità e emergenza di consegnare addirittura al cliente che ne faccia richiesta medicinali con l’obbligo di prescrizione anche in assenza di presentazione di ricetta. Tale consegna è condizionata alla sola assunzione di responsabilità del cittadino circa la veridicità della necessità del trattamento con il medicinale richiesto che provvedeva a dichiararlo in un documento che verrà conservato dal farmacista.

05/06/2017

In riscontro al quesito posto significhiamo che in quanto iscritta all’Albo professionale nulla preclude che Lei possa produrre un certificato nel quale dichiara di poter svolgere attività sportiva non agonistica.
Tuttavia un tale certificato è privo di qualunque valore legale e difficilmente potrà essere accettato, ma non tanto per la Sua posizione di quiescenza quanto perché la materia delle certificazioni sportive è regolata per legge.
Il Legislatore ha infatti attribuito competenza esclusiva in materia ai medici di medicina generale presso cui è iscritto il cittadino o ai medici specialisti in medicina dello sport.

05/07/2017

Egr. Collega, 
in riscontro al quesito posto, con il quale si chiede se l’esercizio della professione di più medici in un’unica struttura gestita da una loro cooperativa configuri un poliambulatorio necessitante di autorizzazione sanitaria, si evidenzia quanto segue. 
È nozione comune che il medico svolga la propria attività in un ambiente comunemente denominato “studio medico” che si caratterizza per la prevalenza del suo apporto professionale e intellettuale, rispetto a quello organizzativo discendente dalla disponibilità di beni e dotazioni strumentali.
Per questa ragione lo studio medico non necessita di preventiva autorizzazione amministrativa in quanto non rientra fra le strutture soggette a tale provvedimento secondo il T.U. Leggi sanitarie. Tuttavia, quando l’aspetto organizzativo prevale sulla prestazione intellettuale, la giurisprudenza ritiene che si renda necessario valutare l’incidenza che l’attività svolta nella struttura assume sulla sicurezza del paziente.
L’art. 193 TULS sull’autorizzazione delle strutture sanitarie va infatti coniugato con l’art. 8 del D.Lgs 502/92 secondo il quale l’autorizzazione è richiesta solo in presenza di attività medica che comporti un rischio per la sicurezza del paziente.
Ciò posto, se la struttura di Sua operatività è organizzata per erogare procedure diagnostico terapeutiche di particolare complessità, ovvero disponga di strumentazione diagnostica complessa che comporta rischio per la salute del paziente o risulti spersonalizzata perché necessita di un’attività di coordinamento nella gestione dei pazienti, allora deve concludersi per la necessità di preventiva autorizzazione avendo perso la sua natura di studio medico. 
A maggior ragione poi se la struttura autorizzata ai sensi dell’art. 36 del CCNL per la medicina generale ospiti medici specialisti, considerato il potenziale conflitto con l’obbligo di “destinazione specifica” prescritto dal comma 3 della norma richiamata.
Si ricorda che le risposte che l’Ordine dà ai quesiti dei propri iscritti non hanno natura di pareri professionali, ma semplici riflessioni indicative e non vincolanti sulla materia.

13/02/2019
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su print
Stampa

Opportunità di lavoro

Ricevuto e pubblicato

Webinar

Amministrazione Trasparente

ToMe il portale giornalistico

La rivista dell'Ordine

Vedi gli altri numeri