In riscontro al quesito posto si evidenzia che nella pratica medica la biorisonanza è conosciuta nell’ambito delle medicine alternative, la cui pratica è riservata agli iscritti al relativo Albo professionale.

12/04/2016

Le “farmacie” sono esercizi la cui apertura è autorizzata dall’Autorità regionale per la commercializzazione di medicinali e prodotti farmaceutici e, quindi, riconducibile allo svolgimento di un’attività economica.

Le farmacie sono strutture distinte dagli “ambulatori medici”, la cui autorizzazione regolata dall’art. 193 TULS è diversa, essendo funzionale a consentire l’erogazione di prestazioni mediche in strutture idonee e igienicamente sicure.

I presupposti delle due autorizzazioni sono quindi diversi e distinti e fin anche incompatibili.

Nelle farmacie non è quindi consentito l’esercizio della professione medica sia per la loro natura commerciale sia perché sono prive di autorizzazione all’ambulatorio per lo svolgimento di attività medica che esige rigorose misure di prevenzione sia a garanzia dell’utenza che degli operatori.

L’esecuzione di test per la ricerca dell’antigene SARS-COVID 2, in quanto atto di diagnostica medica, non è dunque un’attività che possa essere svolta in farmacia, avuto riguardo, altresì, al conflitto di interessi derivanti dalla commistione di attività di diagnostica medica con attività di commercializzazione di medicinali.

La regola sopra richiamata risulta confermata dalla deroga contenuta nella DGR del Piemonte 3.11.2020 n. 3-2190 che ha esteso a tutte le strutture sanitarie, comprese le farmacie e le parafarmacie, la possibilità di effettuare test antigenici rapidi sulla ricerca e controllo del COVID.

Pur a fronte di rilevanti perplessità sulla legittimità di tale deliberazione che accomuna le farmacie sotto la stessa autorizzazione degli ambulatori, non specifica in quali locali possano essere eseguiti i test, quali misure di prevenzione siano necessarie per la sicurezza dei clienti, l’Ordine scrivente prende atto della facoltà accordata dalla DGR in ragione della situazione emergenziale.

La situazione emergenziale della pandemia ha, infatti, indotto l’Autorità regionale a consentire che i medici possano, in via del tutto eccezionale, eseguire test antigeni rapidi COVID e quindi atti di diagnostica medica nelle farmacie nonostante l’incompatibilità anche deontologica della commistione tra le due professioni.

Si tratta di una deroga eccezionale comprensibile qualora la durata sia condizionata allo stretto tempo di risoluzione della pandemia, rimanendo di regola vietato al medico di svolgere qualunque prestazione medica in una farmacia.

 

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